Varese vista dall'alto
Varese vista dall'alto — foto: Vale93b · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Se capitate a Varese in autunno e trovate le strade chiuse, le transenne lungo i viali e la gente affacciata alle finestre, probabilmente è il giorno delle Tre Valli Varesine. È una delle corse su strada più antiche d'Italia — la prima edizione è del 1919 — e oggi fa parte del calendario UCI ProSeries, il livello immediatamente sotto il World Tour.

Le tre valli

Il nome viene dalle valli che la corsa attraversa, tutte in provincia di Varese: la Valcuvia, la Valganna e la Valceresio. È un terreno che non concede pianura: salite brevi e ripetute, discese tecniche, e un finale in città su un circuito da ripetere più volte che rende la corsa leggibile anche a chi la guarda da bordo strada.

Il percorso cambia di anno in anno nella parte iniziale, con partenze da località diverse della provincia, ma l'arrivo resta a Varese. La lunghezza si aggira di norma intorno ai duecento chilometri.

Perché vale la pena vederla

Per il livello dei partecipanti, prima di tutto: essendo una classica di fine stagione in un calendario di alto livello, richiama regolarmente nomi di primo piano del ciclismo internazionale. E per il formato: il circuito finale in città significa che gli spettatori vedono il gruppo passare più volte, cosa che in una corsa in linea normale non succede.

Nota pratica: La data cambia ogni anno, di norma in autunno, e viene comunicata dagli organizzatori con largo anticipo. Il Comune di Varese pubblica le modifiche alla viabilità e le chiusure stradali nei giorni precedenti: se siete in città quel giorno, controllatele — le strade chiuse sono molte.
Piazza Monte Grappa e la Torre Civica, Varese
Piazza Monte Grappa e la Torre Civica, Varese — foto: Phyrexian · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Se siete in città quel giorno

Muoversi in auto è complicato e sconsigliato: le chiusure interessano gran parte dei viali e delle strade di collegamento. Muoversi a piedi, invece, è il modo migliore: il circuito cittadino si raggiunge camminando da quasi tutti i quartieri centrali.

Portate qualcosa da bere e mettete in conto attese: fra un passaggio e l'altro del gruppo trascorrono diversi minuti, e i punti migliori vanno presi con anticipo. Le curve e i tratti in salita del circuito sono i posti in cui si vede meglio, perché il gruppo rallenta.

Non solo la corsa dei professionisti

Nella stessa giornata o nel weekend vicino vengono spesso organizzati eventi collaterali per amatori e granfondisti sulle stesse strade. Il programma completo, con orari, percorsi e informazioni per gli spettatori, viene pubblicato ogni anno sui canali ufficiali della corsa.

Un secolo di storia

La prima edizione è del 1919, il che colloca le Tre Valli fra le corse su strada più antiche ancora in calendario in Italia. Nel secolo che è seguito, l'albo d'oro ha raccolto praticamente tutti i grandi nomi del ciclismo italiano e internazionale che passavano da queste parti a fine stagione.

La corsa ha attraversato periodi di interruzione e di rilancio, cambiando formato e collocazione in calendario, ma è sempre tornata sulle stesse strade: le salite brevi e ripide delle prealpi varesine, che non concedono recupero e che selezionano il gruppo senza bisogno di grandi montagne.

Come si guarda una corsa

Chi non è abituato tende a mettersi in un rettilineo, dove il gruppo passa in pochi secondi a grande velocità e non si capisce niente. I posti migliori sono altri: le curve strette, dove i corridori rallentano e si vedono le facce, e i tratti in salita del circuito finale, dove il gruppo si allunga e si legge la situazione di corsa.

Portate qualcosa da bere e mettete in conto attese lunghe fra un passaggio e l'altro. Se volete capire cosa sta succedendo, una radiolina o il telefono con la diretta aiutano: da bordo strada si vede il passaggio, non la corsa.

Un appartamento a due passi dal circuito

Nei giorni della corsa muoversi in auto è complicato: stare in città e andare a piedi è la soluzione più semplice.