Varese è una città che si lascia camminare. Non ha un centro storico monumentale come Milano o Bergamo, e proprio per questo chi ci arriva la sottovaluta: quello che ha è un'altra cosa, cioè un tessuto di ville, parchi e giardini che le è valso il soprannome di «città giardino». Da Bigattera Apartments, in Biumo, si è in una posizione che permette di vedere le cose migliori senza mai prendere l'auto per gli spostamenti principali.
Giorno uno, mattina: Villa Panza
Cominciate dal luogo più vicino. Villa e Collezione Panza è a cinquecento metri, poco più di cinque minuti a piedi in salita verso Biumo Superiore. È una dimora settecentesca oggi gestita dal FAI, con il giardino all'italiana affacciato sulla pianura e, all'interno, una delle collezioni di arte americana contemporanea più importanti d'Europa: minimalismo, arte ambientale, installazioni luminose pensate per queste stanze specifiche.
La combinazione è la cosa che la rende diversa da qualsiasi altra villa lombarda: sale storiche con gli arredi d'epoca e, nelle ex scuderie, opere degli anni Sessanta e Settanta installate in modo permanente. Contate un paio d'ore per la visita completa. Orari e giorni di apertura cambiano con la stagione: controllate il sito del FAI prima di uscire.
Giorno uno, pomeriggio: il centro e i Giardini Estensi
Dal quartiere si scende verso il centro in una ventina di minuti a piedi. Il punto di arrivo naturale è Piazza Monte Grappa, aperta negli anni Trenta, con i portici e la fontana: il salotto della città. Da lì si entra nella parte antica, dove la Basilica di San Vittore e il campanile del Bernascone — settanta metri, il segno che si vede da tutta Varese — segnano il vecchio nucleo.
Il pomeriggio si chiude a Palazzo Estense e nei suoi giardini. Il palazzo, con la lunga facciata rosa, fu voluto a metà Settecento da Francesco III d'Este, che aveva scelto Varese come residenza estiva; oggi è la sede del Comune. Dietro si aprono i Giardini Estensi, disegnati sul modello di Schönbrunn: terrazzamenti, peschiera, viali alberati e un belvedere sulla città. Il parco prosegue in quello di Villa Mirabello, con il cedro secolare e i Musei Civici.
Giorno due: il Sacro Monte
Il secondo giorno merita di essere dedicato interamente al Sacro Monte di Varese, patrimonio UNESCO dal 2003. È un percorso devozionale seicentesco che sale per due chilometri lungo il fianco del Campo dei Fiori, scandito da quattordici cappelle, ognuna con architettura diversa e all'interno gruppi di statue a grandezza naturale.
La salita a piedi richiede circa un'ora di cammino costante su una via acciottolata: il dislivello è reale, ma la strada è larga e ben tenuta. In alternativa si arriva in auto direttamente al borgo di Santa Maria del Monte, oppure con la funicolare dal Prima Cappella, che però è attiva solo in periodi e orari variabili. In cima ci sono il santuario, i vicoli in pietra, il Museo Baroffio e la Casa Museo Pogliaghi, e un terrazzo panoramico da cui nelle giornate limpide si vedono i laghi e la pianura.
Se restate un giorno in più
Con un terzo giorno le opzioni si aprono verso l'acqua. Il Lago di Varese è a dodici minuti d'auto e ha un anello ciclopedonale di una trentina di chilometri quasi sempre lontano dal traffico: si noleggia una bici sul posto e si fa il giro in due o tre ore. Il Lago Maggiore, con le Isole Borromee davanti a Stresa, è a poco più di quarantacinque minuti.
E se il tempo è brutto, Varese ha un vantaggio che poche città delle sue dimensioni hanno: Milano è a circa un'ora di treno, e Lugano a meno di un'ora d'auto oltre confine. Da qui, in una giornata, si arriva quasi ovunque.
Dove mangiare e come organizzare i pasti
Varese non è una città di grande turismo gastronomico, e questo ha un lato positivo: i locali del centro lavorano soprattutto con i varesini, quindi i prezzi sono quelli di una città di provincia e non quelli di una meta turistica. La cucina del territorio è di lago e di collina — pesce persico, polenta, formaggi delle valli — con i brutti e buoni di Gavirate come dolce identitario.
Non indichiamo nomi di ristoranti in questa pagina, per una ragione pratica: cambiano gestione, orari e qualità troppo in fretta perché una pagina web possa restare affidabile nel tempo. Se volete un consiglio aggiornato, chiedetecelo su WhatsApp quando siete qui: vi diciamo dove andiamo noi in quel momento.
Un weekend che funziona anche col brutto tempo
L'ipotesi da mettere in conto è la pioggia: siamo in Lombardia prealpina e piove più che in pianura. Il piano B esiste ed è solido. Villa Panza si visita interamente al coperto tranne il giardino; i Musei Civici a Villa Mirabello coprono un'altra mezza giornata; il centro ha i portici, quindi la passeggiata resta praticabile.
La cosa da spostare, se piove, è il Sacro Monte: l'acciottolato bagnato è scivoloso e il panorama dal terrazzo, che è metà del motivo per salire, semplicemente non c'è. Se avete due giorni e uno dei due è brutto, invertite il programma senza pensarci.
Una base da cui muoversi, non solo dove dormire
Nove appartamenti indipendenti con cucina completa a Biumo, a cinquecento metri da Villa Panza e a venti minuti a piedi dal centro.